Una città dalla tripla anima: qui trovi la tecnologia più avanzata del mondo, le auto a guida autonoma ad esempio, che coesiste armoniosamente con le tradizioni, le cable car e il jazz, e, purtroppo, con il degrado più totale raffigurato dagli zombie, persone devastate dagli effetti del fentanyl.
San Francisco è difficile da racchiudere nelle poche parole di un articolo ma in questo proverò a fornirti un quadro dettagliato di quello che puoi vedere e che puoi fare in questa vivace metropoli.
- In breve
- Dove dormire
- Giorno 1
- Giorno 2
- Cosa fare se hai più tempo
- Come muoversi
- Errori da evitare
- Domande frequenti
*presenza di link di affiliazione nell’articolo
Giorno 1: Cable Car, Ghirardelli Square, Lombard Street, Coit Tower, Little Italy, Chinatown, Academy of Sciences
Giorno 2: Mission Dolores, Pier 39, Alcatraz, Golden Gate Bridge
Dove dormire a San Francisco
San Francisco è stata la prima tappa del nostro viaggio. Siamo arrivati la sera tardi, stanchi dal volo e dal fuso orario; quindi, la vera visita è iniziata il giorno successivo.
Dall’aeroporto all’hotel abbiamo preso un taxi per 55 $ e ci abbiamo messo all’incirca mezz’ora.
La serata è stata abbastanza movimentata. Siamo arrivati all’HILTON PARC 55 SAN FRANCISCO UNION SQUARE verso le 20. Hotel raffinato e in centro. Ci è stata data una camera al quinto piano. Il problema è che la stanza, pur essendo molto pulita, puzzava di fumo di sigaretta e di fritto da fast food.
Eravamo esausti e, se non fosse stato davvero un disagio, avremmo tenuto volentieri la camera. Siamo scesi in reception, abbiamo spiegato il problema, e senza batter ciglio ci è stata data una nuova stanza all’undicesimo piano: che vista meravigliosa sulla città.
Nonostante l’hotel fosse in pieno centro, non è piacevole uscire la sera a San Francisco. Chiude tutto presto e gli incontri sgradevoli possono essere frequenti. Così abbiamo deciso di tornare all’hotel e cenare al ristorante.
Era scattato un allarme antiincendio nella struttura e molte persone erano uscite. I vigili del fuoco sono arrivati in un batter baleno (quando si tratta di accendere le sirene gli americani sono sempre pronti, ce ne siamo resi conto durante tutto il viaggio).
L’emergenza era minima: dopo pochi minuti siamo rientrati, abbiamo cenato e siamo collassati a letto.
L’hotel si trova in una zona centrale, scelta che consigliamo assolutamente perché permette di muoversi comodamente a piedi o con i mezzi. Si cammina moltissimo e si può optare anche per i taxi che non sono molto costosi.
Oltre al prezzo della camera, l’HILTON PARC 55 SAN FRANCISCO UNION SQUARE ci ha chiesto anche una FEE di 35 $ a notte: non è poco ma questo importo può essere scalato dai servizi giornalieri, per esempio la cena al ristorante.
In totale, in questo hotel, abbiamo speso 188,60 $ tra extra e commissioni. È stata l’unica struttura così cara dell’intero viaggio.
Ciao a tutti! Sono Silvia, e con Il mio Primo Camper voglio condividere la mia passione per i viaggi su strada. Sul mio blog troverai itinerari dettagliati e consigli utili per vivere al meglio la vita in camper, perfetti per chi è alle prime armi o per chi cerca nuove avventure. Amo esplorare luoghi nascosti e aiutare altri camperisti a farlo in modo semplice e divertente. Resta connesso e unisciti alla community: mi trovi su Instagram e altri social come ilmioprimo.camper. Ci vediamo on the road!
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Cosa vedere a San Francisco in due giorni: Giorno 1
Possiamo dire che il nostro itinerario di due giorni a San Francisco è cominciato ufficialmente la mattina successiva. Per via del jet lag alle 6 eravamo svegli.
San Francisco è una città che si sveglia molto presto ed era già quasi tutto aperto per fare colazione (le nostre sono state quasi sempre da Starbucks).
Abbiamo subito capito, però, la triste realtà della città: li chiamano gli zombie di San Francisco, persone di ogni età, genere, etnia, accomunate da uno stato catatonico causato dal fentanyl.
Non sono i classici “drogati” che incontriamo nelle periferie delle nostre città, sono soggetti che hanno perso ogni qualsivoglia dignità umana, vagando senza meta, accasciandosi ovunque, delirando.
I cittadini sono addirittura arrivati a creare delle ronde di volontari in divisa che, non appena scorgono un problema, si avvicinano a questi soggetti e cercano di calmarli o di allontanarli dalla folla.
Ho deciso di non riprendere queste persone e queste scene, un po’ per pena, un po’ per tutelare almeno in parte la loro dignità. Cosa che loro non sanno più fare.
Chiusa questa drammatica parentesi, torno al racconto della prima giornata del nostro itinerario on the road sulla West Coast.
La primissima cosa che abbiamo fatto è stata salire sulle famosissime CABLE CAR. Le linee storiche sono solamente 3 e quella più panoramica è senza dubbio la Powell-Hyde.
La stazione di Powell & Market dista meno di 50 metri dall’hotel e la biglietteria si trova nella piazza. Il biglietto costa 9 $ a persona per un’unica corsa (ci sono anche dei mini-abbonamenti giornalieri).
Il consiglio è di andarci molto presto al mattino perché i tram sono piccoli, passano ogni venti minuti circa (alternati tra linee diverse) e le code si formano velocemente.
La cosa più strabiliante di questi mezzi è che, pur essendo a due passi dalla Silicon Valley e nella città della guida autonoma, funzionano totalmente grazie a mezzi meccanici e all’uomo. Incredibile come venga effettuato il cambio di marcia (lo vedi nel video).
Essere appesi alle ringhiere della cable car mentre si sale e si scende dalle colline di San Francisco è un’esperienza bellissima e unica nel suo genere.
Siamo arrivati a GHIRARDELLI SQUARE, dove una pausa a base di cioccolato è praticamente obbligatoria.
Passeggiando tra casette in stile vittoriano, siamo arrivati a LOMBARD STREET e abbiamo percorso la strada a curve più famosa del mondo. Si può percorrere, in discesa, anche in auto.
Un pranzo veloce al parco “Joe DiMaggio”, una visita alla SAINTS PETER AND PAUL CHURCH e ci siamo diretti alla COIT TOWER, testando in prima persona la pendenza delle strade della città californiana, in alcuni casi anche più ostinata di alcuni sentieri di montagna.
Per salire sulla torre si paga un biglietto di 10 $ per gli adulti e ridotto per i bambini.
Ne vale la pena perché la torre offre una vista panoramica a 360 gradi sulla città.
Muovendoci ancora a piedi, abbiamo raggiunto e percorso Green Street, la LITTLE ITALY di San Francisco e CHINA TOWN, dove ci siamo fermati al Woh Hei Yuen Park, un posto dove trovare pace e tranquillità dal caos della città.
Gambe in spalla e siamo arrivati a GRACE CATHEDRAL, nella quale abbiamo deciso di non entrare.
La tappa successiva era troppo lontana per raggiungerla a piedi e abbiamo chiamato un Uber. Siamo arrivati alla CALIFORNIA ACADEMY OF SCIENCES & STEINHART AQUARIUM, un museo molto interessante anche se un po’ costoso. In tre abbiamo pagato 137 $.
È anche vero, però, che in un unico luogo si possono trovare un acquario, un planetario, una foresta pluviale e un museo di storia naturale, più un parco esterno con i dinosauri.
Bisogna fare attenzione agli orari, perché molte attrazioni chiudono abbastanza presto, spesso già alle cinque del pomeriggio o comunque prima della chiusura dell’intero complesso.
L’edificio ecosostenibile si trova nel GOLDEN GATE PARK (ve ne parlerò in seguito) ed è stato progettato da Renzo Piano.
Riprendendo un altro Uber, siamo tornati nella zona del nostro hotel, passeggiando ed entrando nei negozi di UNION SQUARE.
Visto l’esperienza della sera prima, abbiamo cenato in hotel e siamo crollati a letto.
Cosa vedere a San Francisco in due giorni: Giorno 2
La sveglia è stata ancora abbastanza precoce e, dopo colazione, abbiamo preso un Uber per andare a MISSION DOLORES.
Perché San Francisco ha preso il nome di San Francesco d’Assisi? Vissuto secoli prima e a miglia di distanza? Perché dove sorge oggi questa piccola chiesa bianca (l’edificio più antico della città) nel 1776 fu fondata una missione spagnola dedicata proprio al santo.
Era troppo presto e l’abbiamo trovata chiusa, così come la più recente basilica che si trova al suo fianco.
Ad un paio di strade di distanza, si trova CLARION ALLEY, la via della street art e dei murales. In pieno giorno me la immagino piena di artisti indaffarati nelle loro opere, noi ce la siamo goduta in solitudine.
Ripreso un Uber, ci siamo spostati nella zona del porto, il FERRY BUILDING. Abbiamo passeggiato tra pontili e negozietti, fino ad arrivare all’attrazione principale: il MOLO 39 (PIER 39).
Qui l’atmosfera della città cambia e sembra di entrare in un piccolo luna park pieno di negozi di souvenir e di fast food. E c’è un motivo se tante persone si dirigono proprio lì: il molo è diventato la casa di una rumorosissima e simpaticissima colonia di leoni marini (e anche poco profumata direi).
Alle 11,30 al Molo 33 è partita la nostra escursione per ALCATRAZ: come non andare a vedere la prigione più famosa del mondo?
Prenota il tuo posto in anticipo, si formano lunghe code agli imbarchi: puoi optare per questa escursione ad Alcatraz che comprende, come la nostra, il battello, il biglietto di ingresso e l’audioguida.
Il panorama sulla baia di San Francisco si è mostrato nella sua bellezza solo al ritorno, quando le nuvole e la nebbia si sono diradate. E già meriterebbe solo questo giro in barca per dire che ne vale la pena.
Sbarcati sull’isola, ci siamo diretti all’ingresso della prigione e ci è stata consegnata (inclusa nel prezzo del biglietto) una audioguida che indica anche il giusto percorso di visita. Ci è stata raccontata la storia del luogo, personaggi che vi furono rinchiusi, aneddoti.
Una visita inquietante ma affascinante. In tutto il giro dura meno di un’ora e si può proseguire la visita sull’isolotto che è zona di nidificazione degli uccelli, soprattutto gabbiani.
Non appena è uscito il sole, si è sollevato un intenso odore di guano e sono comparse mosche, mosche e ancora mosche. L’attesa del traghetto di rientro è stata insopportabile.
Il sole, però, ci ha permesso di ammirare da lontano il Golden Gate Bridge e tutta la bellezza della costa di San Francisco.
Siamo tornati al Molo 39 dove abbiamo pranzato al mitico ristorante di Bubba Gump (ci eravamo già stati a New York).
Dalle 15 potevamo ritirare la nostra compagna di viaggio per il nostro on the road: una Jeep Compass 4×4. L’agenzia di autonoleggio si trova vicino all’hotel, all’840 di Ellis Street. Guarda qui quanto costa noleggiare un’auto con Hertz (come abbiamo fatto noi).
Finalmente potevamo raggiungere lui, ed eravamo emozionati, molto emozionati: il GOLDEN GATE BRIDGE.
Era tutto perfetto: il sole splendeva, non c’era traffico e abbiamo trovato subito parcheggio. Nemmeno il tempo di pensarlo ed è arrivata una nebbia fitta che ha inghiottito tutto.
Sì, perché finora non l’avevo ancora citata ma una componente quasi costante di San Francisco è la sua nebbia. In tutto il resto della California si boccheggia dalle temperature elevate ma qui no: l’oceano e le correnti di aria creano una combinazione perfetta perché questo fenomeno si sviluppi soprattutto in estate.
Non ci siamo fatti intimorire e abbiamo cominciato a camminare sul ponte (ingresso libero a piedi, a pagamento in auto nel verso di entrata in città). E man mano che le arcate del Golden Gate si avvicinavano, anche la nebbia ci ha lasciato tregua e ci ha permesso di ammirare il panorama circostante.
Non so quante foto abbiamo scattato, non ce ne saremmo più andati!
Abbiamo ripreso la macchina e ci siamo diretti ad un supermercato per prepararci al viaggio itinerante.
Abbiamo girovagato ancora un po’ tra le spiagge della città e abbiamo percorso con la nostra auto i saliscendi delle vie del centro.
Lasciata l’auto in un parcheggio a pagamento vicino all’hotel, abbiamo cenato e abbiamo preparato le valige per la partenza.
Cosa vedere a San Francisco in due giorni: se hai più tempo
A San Francisco si potrebbe tranquillamente passare una giornata in più perché le cose da vedere e da fare sono tantissime. Ecco altri spunti per organizzare il tuo itinerario:
- Il Golden Gate Park ospita moltissimi musei e luoghi di interesse: CONSERVATORY OF FLOWERS, una storica serra in legno con moltissime specie vegetali da tutto il mondo, lo YOUNG MUSEUM, il JAPANESE TEA GARDEN (avrei tanto voluto vederlo ma chiudeva alle 17, come l’Accademia delle Scienze in cui eravamo), lo STOW LAKE e le sue cascate
- SFMOMA San Francisco Museum of Modern Art, la galleria di arte moderna e contemporanea della città
- Se siete a San Francisco con i bambini, l’EXPLORATORIUM potrebbe fare a caso vostro: un museo interattivo delle scienze
- Anche il CABLE CAR MUSEUM è una valida alternativa per intrattenere i più piccoli: un museo con pezzi storici del famoso tram di San Francisco e la loro storia
- Le case in stile vittoriano caratterizzano l’intera città ma le PAINTED LADIES, su Alamo Square, sono le più famose e le più colorate
- Una curiosità che pochi conoscono: sulla storica linea F Market & Wharves circolano diversi autentici tram milanesi della serie “Peter Witt”, acquistati dalla città di San Francisco. Vederli sfrecciare lungo Market Street, con la classica livrea arancione ATM, per un italiano fa davvero un certo effetto.
Come muoversi: taxi a guida autonoma
Ci sono moltissime cose stupende da vedere e da fare a San Francisco, come dimostrato sopra, ma la cosa che ci ha lasciati sbalorditi non appena abbiamo messo piede in città sono stati i taxi a guida autonoma. Ed è per questo che ho deciso di dedicare loro un paragrafo di questo racconto.
Fa un effetto stranissimo vedere auto che si avvicinano che non hanno nessuno a bordo. Le si riconoscono perché hanno molti sensori e telecamere esterne rispetto alle auto normali.
Ne girano tantissime per la città (cosa meno diffusa rispetto alle altre che abbiamo visto). Si prenotano semplicemente tramite la app, ad esempio Waymo.
Semplicemente lo è per i californiani, per noi è stato un po’ più complesso perché avremmo dovuto settare le impostazioni del nostro account sugli Stati Uniti e questo avrebbe potuto causare dei conflitti con le altre app già installate.
Alla fine, abbiamo deciso di non incasinarci la vita, anche se ci sarebbe piaciuto provare l’esperienza di salire su un’auto senza conducente.
Abbiamo optato per la meno problematica app di Uber e per i classici taxisti umani, per i mezzi pubblici o per fare delle camminate su e giù per la città.
San Francisco in due giorni: errori da evitare
Per goderti al meglio i tuoi due giorni a San Francisco, evita assolutamente questi errori:
- Non dimenticarti di portare un giubbino leggero: il meteo di San Francisco è totalmente diverso da quello che ci si può aspettare da una città californiana e la nebbia è sempre in agguato
- Non uscire la sera in zone isolate della città: purtroppo la presenza di “zombie” è molto alta. Per noi il problema comunque non c’è stato, anche se l’hotel era molto vicino al quartiere di Tenderloin: eravamo talmente stanchi che la sera non se ne parlava proprio di uscire e l’hotel ha ristorante interno
- Noleggiare l’auto per visitare la città: è utile solo per andare al Golden Gate Bridge. Per il resto, molto meglio muoversi a piedi o con gli Uber anche perché i parcheggi sono molto costosi (e difficili da trovare)
- Non pianificare in anticipo l’itinerario e non prenotare le principali attrazioni, soprattutto l’escursione ad Alcatraz
- Sottovalutare l’odore di guano di gabbiano e le mosche ad Alcatraz
FAQ – Domande frequenti
Quanti giorni servono per visitare San Francisco?
Due giorni sono sufficienti per vedere le attrazioni principali come il Golden Gate Bridge, Alcatraz, il Pier 39, le cable car e alcuni dei quartieri più caratteristici. Se hai tre giorni a disposizione, puoi visitare con calma anche il Golden Gate Park, i suoi musei e le Painted Ladies.
È meglio visitare San Francisco a piedi o in auto?
Per visitare il centro città consigliamo di muoversi a piedi e utilizzare Uber o i mezzi pubblici per gli spostamenti più lunghi. L'auto diventa utile solo quando si lascia San Francisco per un itinerario on the road o per raggiungere comodamente il Golden Gate Bridge.
San Francisco è una città sicura?
Durante il giorno non abbiamo avuto alcun problema, ma alcune zone del centro, soprattutto la sera, possono risultare poco piacevoli a causa della presenza di molte persone in stato di forte disagio. Il consiglio è di scegliere un hotel centrale e limitare gli spostamenti notturni a piedi.
Quando è il periodo migliore per visitare San Francisco?
I mesi da maggio a ottobre sono ideali, anche se proprio in estate è molto frequente la nebbia che avvolge il Golden Gate Bridge. A differenza di altre zone della California, le temperature sono generalmente miti e conviene avere sempre con sé una felpa o un giubbino leggero.
Conviene acquistare in anticipo i biglietti per le attrazioni?
Sì, soprattutto per Alcatraz, che spesso registra il tutto esaurito con diversi giorni di anticipo. Anche per alcuni musei e attività molto richieste può essere utile prenotare online per evitare code e organizzare meglio l'itinerario.
San Francisco è adatta ai bambini?
Sì, grazie ad attrazioni come Pier 39, le cable car, il California Academy of Sciences e l'Exploratorium.
I nostri due giorni a San Francisco sono volati tra saliscendi mozzafiato, cable car, leoni marini, panorami sulla baia e l’emozione di mettere finalmente piede ad Alcatraz e sul Golden Gate Bridge.
È una città che sorprende e che, nel bene e nel male, mostra tanti volti diversi: la modernità della Silicon Valley, il fascino delle sue tradizioni e anche alcune fragilità che la rendono unica e profondamente autentica.
Per noi, però, questa è stata soltanto la prima tappa di un viaggio molto più grande. Ritirata la nostra Jeep, il vero on the road sulla West Coast è finalmente iniziato.
La prossima destinazione? Lo Yosemite National Park! Continua a seguirci: nel prossimo articolo ti racconteremo il nostro itinerario e tutto quello che c’è da vedere nello Yosemite in un giorno.
Attenzione:
Tutte le informazioni inserite nell’articolo vanno verificate prima di pianificare il proprio itinerario: costi, orari e riferimenti vari potrebbero variare nel tempo. Nussuna responsabilità può essere imputata al blog “Il mio primo camper” per informazioni inesatte o variate.
Si dichiara che in qualità di Affiliato Amazon, GetYourGuide, Civitatis, Awin, Booking.com, Tradedoubler, Travelpayouts e Agricamper si riceve un guadagno dagli acquisti idonei
Bambini:
L’itinerario di questa tappa, così come tutto l’itinerario sulla West Coast, abbiamo cercato di organizzarlo per coinvolgere il più possibile Sara, che all’epoca aveva 11 anni. La città è soprendente e ha lasciato stupefatta anche lei!




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