Da Kingman a Los Angeles: l’ultimo tratto della Route 66

Ago 6, 2026Non solo camper0 commenti

Dopo aver visitato il GRAND CANYON, il nostro viaggio stava ormai per concludersi. Mancavano ancora pochi giorni al volo di rientro, ma prima di arrivare a LOS ANGELES ci aspettava una strada che sognavamo di percorrere: la mitica ROUTE 66.

Anche se oggi gran parte del suo tracciato originale è stato riadattato con attrazioni fatte apposta peri turisti, continua a rappresentare il simbolo del viaggio on the road negli Stati Uniti.

Abbiamo così salutato definitivamente i grandi parchi nazionali e ci siamo diretti verso un’America completamente diversa, fatta di piccoli paesi, insegne al neon, vecchie pompe di benzina e locali che sembrano essersi fermati agli anni Cinquanta.

Per poi concludere la nostra vacanza a LOS ANGELES, dove si conclude anche la Route 66, al molo di Santa Monica.

Le tappe delle ultime giornate

📍 Pomeriggio del Giorno 12

📍 Giorno 13

  • 🏛 ROUTE 66 MUSEUM
  • 🚗 5 ore e 30 minuti di auto
  • 🌊 Relax a SANTA MONICA
  • 🏨 Pernottamento al LOEWS HOLLYWOOD HOTEL

📍 Giorno 14

  • 🚌 CITY SIGHTSEEING LOS ANGELES
  • 🚘 PETERSEN AUTOMOTIVE MUSEUM
  • BEVERLY HILLS e RODEO DRIVE
  • 🎼 Concerto all’HOLLYWOOD BOWL

📍 Giorno 15

  • 🌄 GRIFFITH OBSERVATORY
  • 🎢 UNIVERSAL STUDIOS HOLLYWOOD

📍 Giorno 16

  • FARMERS MARKET
  • 🚗 Consegna dell’auto
  • ✈️ Volo di rientro

La nostra Route 66 comincia da Seligman

Terminata la proiezione all’Imax Experience al Grand Canyon, dopo pranzo, ci siamo rimessi in viaggio verso SELIGMAN, probabilmente il paese più famoso dell’intera Route 66.

Appena arrivati ci siamo resi conto che non è tanto quello che si vede a renderlo speciale, quanto l’atmosfera che si respira. Passeggiando lungo la strada principale si incontrano vecchie Cadillac, motociclette, insegne luminose, pompe di benzina d’altri tempi e negozietti che sembrano usciti da un film degli anni ’50-’60.

È proprio questo piccolo paesino ad aver ispirato RADIATOR SPRINGS, la cittadina protagonista del film Cars. Non si può non accorgersene: le auto esposte lungo la strada sembrano proprio uscite dal film di animazione in questione.

Il personaggio simbolo del paese è ANGEL DELGADILLO, il barbiere che negli anni Ottanta contribuì a salvare la Route 66 dall’oblio. Ancora oggi è possibile visitare il suo storico negozio, diventato una tappa immancabile per chi percorre questa strada leggendaria.

Nel tardo pomeriggio abbiamo raggiunto KINGMAN, dove abbiamo trascorso la notte al BEST WESTERN PLUS A WAYFARER’S INN, una struttura elegante e comoda per ripartire la mattina successiva. Tra i servizi cito la piscina e un’ottima colazione.

La sera siamo usciti a cena in un classico locale stile drive in e abbiamo scattato foto con le iconiche insegne illuminate della Route 66.

Ciao a tutti! Sono Silvia, e con Il mio Primo Camper voglio condividere la mia passione per i viaggi su strada. Sul mio blog troverai itinerari dettagliati e consigli utili per vivere al meglio la vita in camper, perfetti per chi è alle prime armi o per chi cerca nuove avventure. Amo esplorare luoghi nascosti e aiutare altri camperisti a farlo in modo semplice e divertente. Resta connesso e unisciti alla community: mi trovi su Instagram e altri social come ilmioprimo.camper. Ci vediamo on the road!

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Da Kingman a Los Angeles

La mattina successiva abbiamo dedicato ancora un po’ di tempo alla Route 66 prima di lasciarcela definitivamente alle spalle (anche se in realtà abbiamo visto il cartello di fine della strada a Santa Monica).

Intanto che aspettavamo che il museo aprisse, ci siamo fermati in un parco pubblico dove si teneva una raccolta fondi per una squadra di cheerleaders. Abbiamo assistito, nostro malgrado, ad un arresto da parte della polizia. Non è stato piacevole ma sembrava esattamente la scena di un film.

Non l’ho mai raccontato negli articoli precedenti, ma vedere sirene (di pompieri, ambulanze o polizia) è una cosa frequentissima. Diciamo che le sirene fanno parte delle quotidianità e, in situazioni di pericolo, un senso del dovere molto forte.

La prima tappa è stata il ROUTE 66 MUSEUM di Kingman. Se stai percorrendo questo itinerario, secondo me vale davvero la pena fermarsi. Non è un museo enorme, ma racconta molto bene la storia della strada più famosa d’America, dalla sua inaugurazione nel 1926 fino alla sua progressiva sostituzione con le moderne Interstate.

Attraverso fotografie, ricostruzioni, vecchie automobili e oggetti originali si capisce quanto la Route 66 abbia contribuito allo sviluppo dell’Ovest americano e perché ancora oggi continui ad affascinare viaggiatori provenienti da tutto il mondo.

Appena fuori dal museo si trova anche il LOCOMOTIVE PARK, dove è esposta una storica locomotiva enorme della Santa Fe Railway. La visita richiede pochi minuti ma, se sei già in zona, è una sosta piacevole prima di riprendere il viaggio.

Da qui ci aspettavano oltre cinque ore e mezza di auto, lo spostamento più lungo di tutto l’itinerario.

Dopo tanti chilometri, non siamo andati subito in albergo ma abbiamo preferito concederci qualche ora di relax a SANTA MONICA, passeggiando sul lungomare fino quasi al tramonto.

Abbiamo bagnato i piedi nell’oceano e abbiamo fatto una lunghissima camminata fino al molo, dove sorge la celebre ruota panoramica. La spiaggia è enorme in lunghezza e in larghezza, nonostante tutto sembri vicino.

È proprio qui, al molo, che termina simbolicamente la ROUTE 66. Davanti al molo si trova il celebre cartello End of the Trail, diventato uno dei luoghi più fotografati della città. Dopo aver percorso anche solo un piccolo tratto di questa strada leggendaria, arrivare qui ha avuto un significato particolare. Era come chiudere definitivamente il capitolo dedicato al viaggio on the road.

Solo in serata abbiamo raggiunto il nostro hotel, il LOEWS HOLLYWOOD HOTEL, dove avremmo trascorso le ultime tre notti del viaggio.

È un hotel molto bello, con piscina, e alcune stanze sulla Hollywood Sign, pagando la differenza. Noi abbiamo deciso di non prendere una di quelle camere e abbiamo fatto bene: dal piano della piscina abbiamo capito quanto piccola si vede l’insegna più famosa della città.

La posizione è davvero uno dei suoi punti di forza. L’hotel si trova praticamente sulla HOLLYWOOD BOULEVARD, a pochi passi dalla WALK OF FAME, dal DOLBY THEATRE e dal capolinea dei bus turistici. Per visitare Hollywood è la sistemazione perfetta. L’hotel dispone anche di un grande parcheggio.

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Alla scoperta di Los Angeles

Per visitare Los Angeles abbiamo deciso di lasciare ferma l’auto, almeno per questa giornata, e affidarci ai classici autobus panoramici scoperti di CITY SIGHTSEEING LOS ANGELES.

Considerando il traffico e le distanze tra le varie attrazioni, ci è sembrata la soluzione più comoda per avere una panoramica generale della città.

La partenza è proprio dal DOLBY THEATRE, il teatro che ogni anno ospita la cerimonia degli Oscar. Da qui il bus attraversa alcuni dei quartieri più famosi della città, passando davanti a ville, studi cinematografici e luoghi che abbiamo visto decine di volte nei film.

Durante la mattina abbiamo seguito la linea rossa, fermandoci al PETERSEN AUTOMOTIVE MUSEUM, uno dei musei dedicati alle automobili più importanti al mondo. Anche solo l’edificio, con la sua particolare facciata argentata attraversata da nastri rossi, merita una fotografia. E se sei nella città del cinema, anche il museo delle auto è dedicato alle vetture più famose dei film.

Abbiamo ripreso il bus rosso e siamo tornati alla partenza, concludendo il giro.

Nel pomeriggio siamo invece saliti sulla linea viola, che raggiunge il centro di Los Angeles.

Abbiamo deciso di scendere alla WALT DISNEY CONCERT HALL per raggiungere a piedi la UNION STATION e rientrare poi a Hollywood in metropolitana.

Con il senno di poi, però, questa deviazione la eviterei. La Union Station è sicuramente una bella stazione storica, ma bisogna camminare parecchio e, almeno durante la nostra visita, la zona era praticamente deserta. Meglio rimanere tranquillamente sul bus, continuando il giro panoramico.

Ripensando a questa giornata, c’è però un’attività che oggi inserirei sicuramente nel programma: il TOUR DELLE CASE DELLE STAR (anche se Michele mi remerebbe contro).

Noi abbiamo scelto di dedicare il tempo ad altro, ma credo che sarebbe stato uno dei modi più divertenti per vivere l’atmosfera di Los Angeles e vedere da vicino alcuni dei quartieri residenziali più esclusivi della città. Alla fine, la capitale del cinema è questo: moda, personaggi famosi, eventi.

La sera, invece, abbiamo vissuto un’esperienza completamente diversa da tutte quelle fatte fino a quel momento.

A circa venti minuti a piedi dal nostro hotel si trova l’HOLLYWOOD BOWL, uno dei teatri all’aperto più famosi degli Stati Uniti.

Abbiamo assistito a un concerto della Los Angeles Philharmonic Orchestra e, ancora oggi, è uno dei ricordi più belli che porto a casa da Los Angeles. L’atmosfera, il pubblico seduto sulle gradinate e la musica sotto il cielo della California hanno reso questa serata davvero speciale.

E, a quanto pare, è un’attività molto gettonata tra i cittadini della città: sui gradoni dell’anfiteatro famiglie e amici si incontrano per condividere un pic-nic prima di godersi il concerto.

Griffith Observatory e Universal Studios

Per questa giornata ci siamo mossi in auto. Entrambi i posti in cui volevamo andare offrono grandi parcheggi.

Se c’era una tappa che Sara aspettava fin dal primo giorno del viaggio, erano gli UNIVERSAL STUDIOS.

Prima dell’apertura del parco, però, abbiamo deciso di fare una breve deviazione verso il GRIFFITH OBSERVATORY, uno dei punti panoramici più famosi di Los Angeles.

Da qui si gode una splendida vista sulla città e, soprattutto, si può ammirare la celebre HOLLYWOOD SIGN.

Devo essere sincera: nella mia immaginazione me la aspettavo decisamente più grande! Rimane comunque una tappa che consiglio, soprattutto se riesci ad arrivare presto al mattino, quando il panorama è più limpido e si trova ancora facilmente parcheggio. E soprattutto per vivere la pace e la tranquillità di queste colline.

Terminata la visita ci siamo diretti agli UNIVERSAL STUDIOS. E ti consiglio di acquistare il biglietto in anticipo.

Le code all’ingresso possono essere davvero lunghe e presentarsi già con il biglietto permette di iniziare subito la giornata. Ci siamo diretti immediatamente al mondo di HARRY POTTER e siamo riusciti a fare qualche attrazione senza aspettare troppo.

Durante la giornata le code si sono allungate e non siamo riusciti a salire su tutto. Meritano sicuramente: i SIMPONS e le ricostruzioni di SPRINGFIELD, i cuccioli di PETS, i minions di CATTIVISSIMO ME, la MUMMIA. Ma ce ne sono moltissimi altri.

Per la maggior parte sono attrazioni che definire 3D o 4D è riduttivo. Si viene proiettati in modi diversi in mondi cinematografici che si possono vivere in prima persona.

Non c’erano, fino a quel momento, roller coaster particolarmente adrenalinici ma si stavano ultimando i lavori per le montagne russe di Fast & Furios.

Un’esperienza che non si può sicuramente saltare è lo STUDIO TOUR: noi lo abbiamo fatto a metà giornata, per riposarci. Comodamente seduti su un trenino si può fare il giro dei set cinematografici, accompagnati da una guida che svela alcuni trucchi, che racconta aneddoti e che racconta quali scene dei film sono stati girate.

Alla fine della giornata, eravamo stremati ma felici come dei bambini.

Ah, nel parco vengono venduti dei frozen diabolici ma deliziosi: cosa c’è di meglio di una bevanda ghiacciata dal sapore sublime? Per fortuna era l’ultimo giorno, altrimenti mi sarei drogata di questi piccoli bicchierini fluorescenti.

Si torna a casa

Il nostro volo era previsto nel primo pomeriggio e dovevamo riconsegnare l’auto entro mezzogiorno.

Avevamo ancora qualche ora a disposizione e abbiamo deciso di goderci gli ultimi momenti in California senza fretta.

Siamo tornati ancora una volta a BEVERLY HILLS e lungo RODEO DRIVE, passeggiando o guidando tra eleganti vie per un ultimo assaggio dell’atmosfera di Los Angeles. Eravamo già stati qui il primo giorno con il bus turistico ma solo di passaggio.

L’ultima tappa del viaggio è stata l’ORIGINAL FARMERS MARKET, uno dei luoghi più caratteristici della città.

Ospita decine di piccoli locali e negozi dove è possibile assaggiare cucine provenienti da tutto il mondo. È un posto piacevole per pranzare prima della partenza o semplicemente per fare un po’ di shopping a prezzi “umani”.

Poi è arrivato il momento che, in ogni viaggio, si vorrebbe rimandare il più possibile. Abbiamo riconsegnato l’auto, raggiunto l’aeroporto e salutato gli Stati Uniti.

Curiosità su Los Angeles

  • Perché proprio Los Angeles è diventata la capitale mondiale del cinema? All’inizio del Novecento molte case di produzione si trasferirono qui dalla costa orientale degli Stati Uniti. Il clima mite permetteva di girare film praticamente tutto l’anno, mentre i paesaggi molto diversi tra loro – oceano, montagne, deserti e città – offrivano scenografie naturali perfette senza dover percorrere grandi distanze. È così che Hollywood è diventata il cuore dell’industria cinematografica mondiale.
  • Perché la Walk of Fame è così lunga? La WALK OF FAME ospita oggi oltre 2.700 stelle, dedicate non solo agli attori, ma anche a registi, musicisti, conduttori televisivi e personaggi del mondo dello spettacolo. Ogni anno se ne aggiungono di nuove durante una cerimonia pubblica.
  • Lo sai che la celebre HOLLYWOOD SIGN in origine non riportava semplicemente la scritta “Hollywood”? Quando venne inaugurata nel 1923 recava la scritta HOLLYWOODLAND ed era una gigantesca pubblicità immobiliare. Solo nel 1949 vennero eliminate le ultime quattro lettere, trasformandola nell’icona che conosciamo oggi.
  • Anche se il capolinea storico della ROUTE 66 non si trovava esattamente sul molo di SANTA MONICA, oggi è proprio qui che milioni di viaggiatori concludono simbolicamente il loro viaggio lungo la Mother Road, fotografandosi davanti al celebre cartello “End of the Trail”.

Le nostre impressioni su Los Angeles

Dopo tanti giorni trascorsi tra parchi nazionali, canyon e paesaggi naturali incredibili, Los Angeles ci è sembrata una città completamente diversa da tutto ciò che avevamo visitato fino a quel momento.

A differenza di San Francisco, non è una città che ha moltissimi luoghi di interesse e quelli che ci sono sono molto distanti tra loro.

Noi abbiamo scelto di utilizzare i bus panoramici di CITY SIGHTSEEING e, nel complesso, li consiglio. Permettono di vedere i quartieri più famosi senza camminare troppo.

Se dovessi darti un suggerimento, però, ti direi di fare una cosa diversa da noi: rimani a bordo il più possibile. Noi siamo scesi in alcune fermate pensando di visitare la zona a piedi, ma in diversi casi non ne è valsa la pena.

Attrazioni come il Griffith Observatory e gli Universal Studios invece, sono comode da raggiungere direttamente in auto.

A Los Angeles non ci si va per cercare il piccolo museo particolare o il luogo che racconta la storia della città, ci si va per vivere l’atmosfera di Hollywood, per cercare la stella o il calco della mano degli attori preferiti fuori dal TCL CHINESE THEATRE , attraversare BEVERLY HILLS sperando di incontrare qualche celebrità, percorrere RODEO DRIVE facendo finta di essere una celebrità, arrivare fino a SANTA MONICA e respirare quell’immaginario che, da sempre, associamo alla California.

Ed è forse questo il modo giusto di viverla. Non cercando continuamente qualcosa da vedere, ma lasciandosi trasportare dall’atmosfera.

Con questo si conclude anche il nostro itinerario di 16 giorni nell’Ovest degli Stati Uniti.

È stato un viaggio intenso, fatto di migliaia di chilometri, paesaggi completamente diversi tra loro e luoghi che sognavamo da anni.

Se dovessi scegliere la tappa preferita, non ci riuscirei. Ognuna ci ha lasciato qualcosa di diverso e, probabilmente, è proprio questo il motivo per cui questo viaggio continua a occupare un posto speciale nei nostri ricordi.

FAQ su Los Angeles e Route 66

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Dove dormire a Los Angeles durante un viaggio sulla West Coast?

Se il tuo obiettivo è visitare Hollywood e utilizzare i bus turistici, una delle zone più comode è quella della Hollywood Boulevard. Noi abbiamo scelto il LOEWS HOLLYWOOD HOTEL, che permette di raggiungere a piedi la Walk of Fame, il Dolby Theatre e il capolinea dei bus panoramici.

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Vale la pena visitare gli Universal Studios Hollywood?

Assolutamente sì. Tra attrazioni, set cinematografici e il celebre Studio Tour, rappresentano una delle esperienze più belle di un viaggio a Los Angeles, sia per gli adulti sia per i bambini.

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È meglio visitare Los Angeles in auto o con i mezzi pubblici?

Dipende dalla zona. Per Hollywood e il centro città i bus turistici sono molto pratici. Attrazioni come il GRIFFITH OBSERVATORY e gli UNIVERSAL STUDIOS, invece, sono più comode da raggiungere direttamente in auto.

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Quanti giorni servono per visitare Los Angeles?

Due giorni rappresentano un buon compromesso per visitare Hollywood, Beverly Hills, Santa Monica e dedicare un'intera giornata agli Universal Studios senza dover correre continuamente da una parte all'altra della città.

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Vale la pena percorrere la Route 66 tra Kingman e Los Angeles?

Sì. Anche se oggi gran parte della Route 66 originale è stata sostituita dalle moderne autostrade, attraversare località come SELIGMAN e KINGMAN permette ancora di respirare l'atmosfera della storica Mother Road, tra auto d'epoca, insegne luminose e locali che sembrano essersi fermati negli anni Cinquanta.

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Dove finisce la Route 66?

Il capolinea storico si trovava a Santa Monica, ma oggi il punto simbolico più fotografato è il celebre cartello "End of the Trail" vicino al molo di SANTA MONICA.

Attenzione:

Tutte le informazioni inserite nell’articolo vanno verificate prima di pianificare il proprio itinerario: costi, orari e riferimenti vari potrebbero variare nel tempo. Nussuna responsabilità può essere imputata al blog “Il mio primo camper” per informazioni inesatte o variate. 

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Bambini:

Oltre agli Studios, che hanno attrazioni uniche nel loro genere, a circa un’ora dalla città si trova DISNEYLAND PARK. Noi abbiamo optato per gli Studios perchè eravamo già stati a Parigi: di sicuro i parchi non sono uguali, ma volevamo provare qualcosa di completamente diverso.

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