Val di Fassa in camper

Gen 6, 2024Diari di viaggio

Leggi i nostri itinerari per la Val di Fassa in camper: due idee per fare un pieno di montagna e relax. Trekking con i bambini in Val di Fassa, immersi nei paesaggi mozzafiato delle Dolomiti. Scopri le aree sosta camper della Val di Fassa dove abbiamo soggiornato.

I NOSTRI ACCESSORI CAMPER INDISPENSABILI

Val di Fassa in camper: Itinerario 1

LOCALITA’ VISITATE: LAGO DI ANTERMOIA, AQUAPARK CAMPING VIDOR

Val di Fassa in camper: Premessa

La Val di Fassa, così come un po’ tutto il Trentino-Alto Adige, non è proprio camper friendly. O meglio, i camper sono ben accetti ma a determinate regole ferree. Ma penso che questo lo sappiamo già tutti. Strutture bellissime e accoglienti ma in molti casi distanti dai centri dei paesi e quindi scomode per escursioni e gite.

Avevamo deciso che la meta di questo nostro itinerario doveva essere il LAGO DI ANTERMOIA, una delle meraviglie più spettacolari delle Dolomiti. Il punto di partenza più indicato in camper sarebbe stato il Camping Miravalle a Campitello di Fassa.

C’era un unico problema: l’orario limite di arrivo è previsto per le 21 e noi, arrivando da Bergamo in un venerdì lavorativo, non saremmo mai riusciti ad arrivare in tempo.

Inoltre, su tutto il territorio della Val di Fassa non è consentita la sosta notturna nei parcheggi comunali. Avremmo potuto tentare comunque questa soluzione ma onestamente non avevamo voglia di essere svegliati alle 7 del mattino dalla Polizia Locale per sentirci dire che dovevamo spostarci.

Quindi, abbiamo optato per la soluzione più ovvia, l’area di sosta del CAMPING VIDOR. (sito ufficiale del Camping Vidor).

Ma da qui, come fare per arrivare al punto di partenza dell’escursione? Te lo spiego nel corso dell’articolo.

Val di Fassa in camper: Giorno 1

Partenza alle 18 da casa, in provincia di Bergamo, e arrivo alle 21.45 ALL’AREA DI SOSTA DEL CAMPING VIDOR. Prezzo: 48 Euro per 48 ore.

Una chicca: in autostrada c’era coda e Google Maps ci ha consigliato una strada alternativa. È così che ci siamo ritrovati in Thailandia?! In realtà eravamo a Ceraino, dove la chiusa dell’Adige e le pareti rocciose a picco, fanno sembrare di essere in un paese esotico!

Val di Fassa in camper: Giorno 2

Come per ogni escursione in alta montagna, meglio partire non troppo tardi al mattino.

Alle 8.30 eravamo pronti fuori dal cancello del VIDOR per aspettare l’NCC che avevamo prenotato nei giorni precedenti. Prezzo 30 Euro a corsa. Lascio il contatto di Luca: 339 6316750‬.

Prenotare un taxi privato è stata l’unica soluzione fattibile per noi. Alternativa sarebbe stata quella di aspettare la navetta gratuita che dal camping porta in centro a Pozza di Fassa e poi prendere il bus di linea per Campitello di Fassa, ma avremmo perso troppo tempo.

Il conducente ci ha portato direttamente alla fermata del TAXI VOLPE, il servizio di navetta a pagamento che da Campitello porta al RIFUGIO MICHELUZZI.

Consiglio di prendere le prime corse del mattino, soprattutto in alta stagione perché i posti sono 8 e le navette che girano sono pochissime.

Questo tratto si potrebbe fare anche a piedi, allungando il percorso di più di un’ora. Noi, per due adulti, Sara e Benny, abbiamo pagato 30 Euro. (lascio foto dei prezzi nella galleria).

In una ventina di minuti di viaggio turbolento e agitato (si percorre per lo più un sentiero), si arriva al Rifugio Micheluzzi e, dietro di lui, l’incantevole VAL DURON.

La Val Duron è un angolo di paradiso, anche solo arrivare qui già ripaga dei soldi spesi per la navetta. È una meta apprezzata dagli amanti della mountain bike (o e-bike – al rifugio Micheluzzi presenti stazioni di ricarica).

Bando alle ciance: per arrivare al Lago di Antermoia bisogna mettersi di lena. La prima mezz’ora è molto piacevole e tranquilla, attraversando la quasi pianeggiante Val Duron, accompagnati dal rumore di un ruscello e dagli animali al pascolo.

Un cartello indica una deviazione a sinistra e, da qui, si comincia a salire ininterottamente lungo il sentiero 578. Prima in mezzo al bosco, poi su un prato verdeggiante e infine sulla roccia delle Dolomiti. Più si paga il prezzo del biglietto in termini di fatica, più lo spettacolo diventa sorprendente.

L’apice dello splendore si ha al PASSO DI DONA, dal quale si può ammirare un anfiteatro di Dolomiti straordinarie tre cui la Marmolada e il Piz Boè.

Una volta arrivati al passo, il gioco è quasi fatto. Un breve tratto in leggera discesa porta al RIFUGIO ANTERMOIA e superato questo, in 10 minuti in piano, ecco la meraviglia: il LAGO DI ANTERMOIA.

Io il lago l’avevo visto anche l’anno precedente, quando avevamo dormito al RIFUGIO PASSO PRINCIPE. Quella volta avevo provato una profonda delusione perché le alte temperature anche in quota e la siccità lo avevano reso quasi una piccola pozza.

Questa volta, invece, il lago ci ha regalato uno spettacolo che ci ha quasi fatto pensare di essere in un luogo lontano, come la Patagonia.

Mille sfumature di blu e azzurro, blocchi di ghiaccio sulla superficie dell’acqua e nevai sulle sponde: non avremmo più voluto andarcene da quel luogo quasi incontaminato.

Un pranzo al Rifugio è quasi d’obbligo, soprattutto se le temperature non permettono di farsi un pic-nic all’aperto. E comunque si mangia davvero molto bene.

Senza perdere troppo tempo, visto il lungo rientro che ci aspettava, appena finito di pranzare siamo ripartiti per la discesa, percorrendo lo stesso sentiero.

Il TAXI VOLPE era già pronto al Rifugio Micheluzzi, così, sempre pagando 30 Euro, siamo tornati al punto di partenza.

Abbiamo chiamato l’NCC che ci aveva accompagnato la mattina, per fare rientro verso 16.30 al campeggio.

Dopo aver fatto 25 mila passi, abbiamo trascorso una serata tranquilla in camper.

Attenzione: questo trekking al Lago di Antermoia non è pericoloso (i punti esposti sono molto pochi e senza grandi strapiombi). Però, come per ogni camminata in alta quota bisogna partire attrezzati con scarponi o scarpe adatte, kway, acqua e crema solare.

Nel giro, ci ha accompagnato anche il nostro cane Benny. I cani, infatti, sono i benvenuti sia sulla navetta che sui sentieri. Mi raccomando però: museruola per il taxi e sempre al guinzaglio (vista la presenza di animali al pascolo).

Val di Fassa in camper: Giorno 3

Se sei al Vidor, non puoi non goderti un po’ di relax e divertimento in piscina. Per tre ore io e Sara abbiamo pagato 20 Euro, mentre Michele ha fatto un giro in e-bike nella bellissima VAL SAN NICOLÒ.

Piscine coperte e riscaldate, scivoli per grandi e piccoli e una piscina scoperta con una vista da sogno sulle montagne.

Alle 13.30 siamo ripartiti per il rientro a casa.

Autostrada: 24 Euro – Carburante: 100 Euro – Km percorsi: 620

Val di Fassa in camper: Itinerario 2

LOCALITA’ VISITATE: SASS PORDOI, POZZA DI FASSA, BUFFAURE, AQUAPARK CAMPING VIDOR

La meta del primo viaggio con il nostro camper è stata la Val di Fassa: meravigliosa!

Val di Fassa in camper: Giorno 1

Partenza alle ore 18 da casa (provincia di Bergamo) e arrivo alle ore 22 a MOENA.

Sosta obbligatoria per la cena causa traffico zona Desenzano del Garda (Il traffico è un problema per le partenze del venerdì sera direzione lago di Garda). Notte trascorsa all’area di sosta IL GIARDINO: 20 euro.

Val di Fassa in camper: Giorno 2

Di buon mattino siamo arrivati alla nostra prima destinazione, il SASS PORDOI. Già dal parcheggio il panorama è favoloso ma prendendo la funivia che porta a 2.950 mt di quota si ha uno spettacolo mozzafiato sulle Dolomiti. Per due adulti e una bambina abbiamo pagato 39 Euro.

Una volta arrivati in cima ed esserci goduti la vista dalla terrazza panoramica, ci siamo incamminati per il sentiero che conduce al RIFUGIO BOE’.

Noi, con Sara che aveva 5 anni e ha camminato per tutto il tragitto, l’abbiamo percorso in due ore. È un sentiero abbastanza semplice, roccioso e con presenza di nevai, anche d’estate vista l’altitudine. Il paesaggio è incredibile, quasi lunare.

Dopo aver pranzato al rifugio, siamo tornati alla funivia e da lì al nostro camper e siamo andati a visitare il centro di POZZA DI FASSA. Centro tipico delle località montane, ha però un inconveniente: non ci sono parcheggi comunali per i camper!

Visto il poco affollamento del periodo, abbiamo deciso di lasciarlo al parcheggio della funivia del Buffaure, altrimenti l’unica alternativa è l’area di sosta del campeggio Vidor che però non è vicinissima al centro.

Dopo la visita al centro cittadino, ci siamo diretti all’AREA DI SOSTA VIDOR (prezzo 27 euro per sosta di 24 ore).

Val di Fassa in camper: Giorno 3

L’area di sosta dista circa 15 minuti a piedi dalla funivia del BUFFAURE (32 euro per due adulti e una bambina). Una volta arrivati in cima, si può scegliere tra diversi sentieri da seguire: noi ci siamo diretti nel REGNO DI SALVAN, un percorso ideato per i bambini dove ad ogni tappa viene consegnato un adesivo da incollare sulla cartina che viene consegnata all’inizio.

Ci siamo diretti poi per il pranzo al rifugio BAITA CUZ: consiglio una tappa qui, anche solo per bere qualcosa perché la vista è eccezionale.

Una volta ritornati all’area di sosta, abbiamo deciso di passare il pomeriggio all’AQUAPARK del campeggio Vidor (ingresso di 3 ore per tre persone: 24 euro): piscine coperte e una scoperta, scivoli, idromassaggi e relax. Ritorno a casa in tarda serata dopo un bellissimo primo weekend con il nostro camper.

Autostrada: 24 Euro – Carburante: 100 Euro – Km percorsi: 620

Val di Fassa in camper: Sciare in Val di Fassa

LOCALITA’ VISITATE: LAGO DI CAREZZA, SELLARONDA E VAL SAN NICOLO’

 La nostra prima vacanza sulla neve in Val di Fassa in camper. Tra escursioni, sci ed influenza

Giorno 1: Lago di Carezza in camper

In realtà il nostro viaggio era iniziato la sera precedente, quando abbiamo visto che non c’era traffico sulla A4 e siamo partiti.

Non siamo arrivati subito a destinazione ma ci siamo fermati all’AREA DI SOSTA PARCO TERMALE DEL GARDA, vicina alle TERME DI COLA’. 12 Euro per una notte.

La mattina, siamo ripartiti presto e alle 9 eravamo arrivati al PARCHEGGIO DEL LAGO DI CAREZZA, che fa anche da sosta camper.

Qui ho avuto il primo screzio da camperista in Trentino. Lasciando perdere le tariffe, care per un parcheggio senza servizi, il problema è la macchinetta per il pagamento che non accetta carte di credito. Sono entrata per cambiare 50 Euro al bar ma mi hanno rimbalzata. Ero già pronta a dare in escandescenza ma, fortunatamente, il negozio di abbigliamento mi ha fatto il “piacere” di darmi la moneta. Quindi, portatevi la moneta.

Il LAGO DI CAREZZA è facilmente raggiungibile dal sottopassaggio adiacente al parcheggio.

Essendo pieno inverno, il lago era ghiacciato. Merita comunque il giro del lago, che dura 30-40 minuti con diverse soste foto, per apprezzare tutte le vette dolomitiche circostanti.

Alle 12, orario di check in del Camping Vidor, eravamo già di fronte alla reception e la piazzola ci è stata data subito.

Il pomeriggio io ho cominciato a sentire i sintomi dell’influenza e ho capito che la mia vacanza sugli sci sarebbe saltata.

Giorno 2-3-4: Sciare in Val di Fassa

Questi giorni li ho passati pressoché in camper con la febbre. Tranne l’ultimo giorno in cui stavo meglio, in cui sono andata a godermi il relax dell’Aquapark.

Sara e Michele, invece, si sono potuti godere le piste da sci in libertà, senza dovermi aspettare ogni 5 minuti.

Il COMPRENSORIO SCIISTICO VAL DI FASSA ha una pista che arriva direttamente davanti, se non dentro, il Camping Vidor. Puoi approfondire meglio leggendo la nostra esperienza al Camping Vidor.

Da quello che mi hanno riportato Sara e Michele non è un comprensorio adattissimo ai principianti. Ci sono diverse piste rosse, un po’ impegnative, compresa la pista che arriva direttamente al campeggio.

Molto carina la presenza di una pista cronometrata con bandierine da slalom dove mettersi alla prova o sfidare i propri amici.

Forse non è stato un danno per me ammalarmi…

Il prezzo dello skipass per questo comprensorio è di 70 Euro gli adulti e 49 Euro per Sara (9 anni).

Il comprensorio fa parte del più ampio circuito del DOLOMITI SUPERSKI.

Michele, da solo, ha deciso di dedicare una giornata al CIRCUITO DEL SELLARONDA, che fa parte del Dolomiti Superski pagando lo skipass 80 Euro.

Per raggiungerlo, ha percorso inizialmente il tratto tra il Vidor e Canazei, in circa un’oretta, e da qui ha preso il percorso arancio del Sellaronda.

Michele mi ha riferito che è un giro spettacolare (e le foto lo dimostrano) ma che richiede un certo livello di preparazione fisica perché si passa l’intera giornata sugli sci. Magari meglio non farlo il primo giorno di sci dopo la pausa estiva, ecco.

Seppur la stanchezza la sera si è fatta sentire, ne è rimasto super soddisfatto ed entusiasta. Uno di quei traguardi che uno sciatore si pone nella vita.

Un monito: durante la settimana bianca nei periodi alta stagione si formano lunghissime file agli impianti. Meglio partire presto la mattina.

Giorno 5: Escursione in Val San Nicolò

L’ultimo giorno, quasi ripresa del tutto, sono uscita anche io per una facile ma bellissima escursione che ha inizio proprio fuori dal Vidor: l’escursione in Val San Nicolò.

La giornata era nuvolosa e questo ci ha nascosto le vette delle Dolomiti che sbucavano qua e là solo ogni tanto. Il clima rigido e il fatto che questo lato della Val di Fassa rimane sempre in ombra ci ha regalato uno scenario polare.

Con una facile camminata su neve battuta, in circa un’ora e mezza siamo arrivati al RIFUGIO CIAMPIE’, dove abbiamo degustato degli ottimi piatti. Il rifugio è un po’ piccolo, non ci sono molti posti a sedere ma la prenotazione non è consentita.

Si può optare di arrivare a questo rifugio la sera in motoslitta e godersi la cena, su prenotazione.

Per il ritorno, abbiamo noleggiato al Rifugio Ciampiè due slittini al prezzo di 7 Euro l’uno, che poi abbiamo depositato presso la Malga al Crocefisso.

Appena prima di cena, ha iniziato a nevicare intensamente. Abbiamo quindi deciso di anticipare il nostro rientro a casa per non dover montare le catene il giorno successivo.

Questo è il nostro itinerario in Val di Fassa in inverno in camper. Per gli itinerari estivi, leggi l’itinerario 1 e 2 e se vuoi approfondire la nostra esperienza al Camping Vidor, clicca qui.

E tu ci sei masi stato in Val di Fassa in camper? Ti aspetto nei commenti se vuoi condividere la tua esperienza.

Attenzione:
A Pozza di Fassa non ci sono parcheggi per il camper vicino al centro e ci sono divieti dappertutto. Attenzione alle multe! – Per raggiungere Campitello di Fassa per l’escursione all’Antermoia, l’alternativa più funzionale ma più costosa è stata quella di chiamare un taxi privato.

Per l’inverno: Partire sempre con catene da neve a bordo. L’ultimo tratto per arrivare al Vidor è il leggera salita ma con la neve fresca si fa fatica ad arrivare senza le catene

Bambini:

Buffaure e Regno di Salvan sono un’ottima meta per una camminata tranquilla con i bambini – Immancabile l’ingresso all’Aquapark Camping Vidor – Sara è abituata a camminare in montagna, infatti, ha raggiunto il lago di Antermoia senza problemi (è servito solo qualche incoraggiamento). Il sentiero non è pericoloso, però in montagna bisogna sempre prestare attenzione e partire con la giusta attrezzatura. Quindi, secondo me, è una destinazione approvata anche con i  bambini, sicuramente non come prima uscita con loro.

Inverno: Il ritorno in slittino dalla Val San Nicolò è divertentissimo, ma occhio ai dirupi verso il corso del fiume. – Il comprensorio della Val di Fassa adatto a grandi e piccoli già un minimo capaci di sciare. Non per principianti.

 

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